02 November 2009

Sensazioni d'oscuro

La solitudine di una stazione di notte. Nessuno in giro, solo lui, la mente leggermente alterata dall'alcol, il cielo coperto da nuvole e l'unica luce che si percepiva proveniva dai vecchi lampioni che diffondevano una luce rossastra, arancione sporco. Era finito lì, non lo sapeva bene neanche lui, dopo aver camminato per qualche ora attraverso la città... La festa dove era stato era il solito delirio di alcol, risa, copri che si strusciavano e sesso facile, la ragazza che gli piaceva, troppo ubriaca, era stata portata a casa dai suoi amici, ed ora era lì leggermente ubriaco con quella sensazione di ignoto nel cuore e senza sapere cosa fosse. Era una sensazione oscura, con gli occhi che gli bruciavano come avessero aspirato il fumo di una sigaretta, il respiro corto, con un peso sul petto e poca forza nelle gambe. Il mondo sembrava irreale, avvolto da un oscurità più profonda del solito, un nero, come il nero dell'anima, l'oscurità più arcana che era in grado di partorire la luce. Camminava lungo le rotaie, inciampando di qua e di là sui sassi o le traverse di legno, era un terreno difficile da poterci camminare sopra, ma lui proseguiva. Si domandava e si chiedeva cos'era quello che stava cercando, cosa lo stava tormentando così all'improvviso? Fino a qualche ora fa niente lo aveva distinto da qualunque altro ragazzo della sua età, non si era neanche mai posto domande di questo tipo, ed ora camminava lungo le rotaie, attraverso una notte arancione, con una sensazione nel cuore.

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