25 Oktober 2009
Un Nano
C’era una volta un nano che voleva essere un gigante. Ogni volta che vedeva delle persone si metteva in una posizione elevata, affinché tutti pensassero che lui fosse più alto. Il nano si era talmente abituato ad agire in quel modo che non se ne rendeva neanche più conto. Quando camminavano in giù per una scarpata lui era sempre l’ultimo e quindi il più alto e viceversa quando salivano. Era diventato talmente bravo che tutte le persone lo consideravano molto più grande di quanto in realtà fosse. Infatti se a qualcuno veniva chiesto di indicare la sua altezza lo indicavano sempre più grande. E tutto sembrava normale in quel bosco incantato. Ma non era così, il nano dentro di se sapeva che qualcosa non andava bene ma si era scordato di cosa fosse. Sentiva quella tristezza nel suo cuore e più diventava bravo a recitare la sua statura, più si sentiva triste. E non riusciva a spiegarselo, diceva fra se e se :”è questo quello che voglio, voglio sembrare un gigante, e più mi sta riuscendo, più divento triste.” E più se ne chiedeva le ragioni, meno gli pareva di capire. Divenne sempre più confuso finché un giorno si ammalò. Si ammalò gravemente e stava sdraiato nel suo letto, non c’era nessuno accanto a lui. Perché tutto quello che lui aveva fatto nella sua vita fino a quel momento era voler sembrare un gigante, non aveva mai avuto tempo per pensare sinceramente a qualcun altro. Gli altri esistevano solamente nel suo delirio come spettatori a cui fare credere la sua grandezza immaginata. Non erano persone da amare. Dopo molte settimane della sua malattia, quando era oramai giunto in fin di vita, una voce lo chiamò da dentro di se. All’inizio era una voce quasi impercettibile, una vocina come quella di un topolino. Ma più lui ascoltava più forte divenne la voce. La voce era sempre stata lì ma lui era stato troppo occupato a sembrare un gigante per poterla ascoltare. “Piccolo nano, ma che fai? Sei un nano, con la tua piccolezza puoi nasconderti dove vuoi, sei veloce e nessuno ti potrà mai acchiappare, sei furbo ed intelligente, e tu cosa fai ti metti in mostra, sali sui rami e sugli alberi per sembrare un gigante?” Appena sentì quelle parole si mise a ridere come un bambino felice. Non riusciva a trattenersi, urlava e gridava dalla gioia perché si era reso conto della propria stupidaggine. Il suo ridere, le sue urla e i suoi schiamazzi di gioia attirarono le altre persone del bosco, tutti si avvicinavano perché pensavano che il piccolo nano stava per morire, che erano tremende urla di dolore. Però quando tutti videro che stava ridendo di felicità, tutti insieme si misero a ballare e a cantare, e fecero una festa che durò tre giorni e tre notti. Mangiarono e bevvero di gusto e il piccolo nano per la prima volta visse come un nano, correva tra le gambe delle persone, saltava fuori da sotto le sedie e poi si arrampicava lungo le tende per arrivare fino al soffitto. Era incredibilmente felice perché per la prima volta visse quello che lui stesso era…. Un nano.
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